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I ruderi del Monte Caccia in compagnia della Processionaria

Percorrendo la S.P. 138 (strada provinciale) che collega Corato a Spinazzola si incontra sulla sinistra, dopo aver lasciato Castel del Monte alle proprie spalle, un bivio che conduce alla sommità del Monte Caccia.

I ruderi del Monte Caccia, il paesaggio suggestivo dell’Alta Murgia barese, ed un’infinità di nidi di Processionarie.

Nell’accezione comune quando si parla di Puglia si è portati a pensare immediatamente alle nostre spiagge ed ai nostri litorali. Nel corso degli ultimi anni la vocazione turistica della nostra regione ha rivolto lo sguardo prevalentemente al mare ed all’indotto che ne deriva. Tuttavia, la Puglia ospita dei paesaggi che sono in grado di offrire suggestioni, colori e calori che solo la Puglia e la Basilicata, nostra confinante, sono in grado di offrire in quella specifica area che chiamata Alta Murgia.

Percorrendo la S.P. 138 (strada provinciale) che collega Corato a Spinazzola si incontra, dopo aver lasciato Castel del Monte alle proprie spalle, un bivio che conduce alla sommità del Monte Caccia. Monte che ospita i resti della Riforma Agraria voluta dal Governo De Gasperi nell’immediato dopoguerra. Ad ogni contadino venne assegnato un appezzamento di terreno sul quale fu costruita una piccola casa colonica corredata di stalla, pollaio e quant’altro. L’estremo isolamento di questi piccoli aggregati abitativi ha portato al naturale fallimento di questa infelice “riforma”.

Il paesaggio dell’Alta Murgia è in grado di offrire vedute suggestive e variopinte al di là di ogni collina, che al variare delle stagioni cambiano sfumature e tonalità. Dall’inverno all’estate vi posso assicurare che ogni luogo vi apparirà diverso.

Per chi, come me, è appassionato di fotografia questi antichi ed abbandonati borghi rappresentano un must da visitare ed esplorare. Nel corso della mia passeggiata domenicale tra i ruderi del Monte Caccia, ho avuto modo di scoprire che lì dove i contadini non sono riusciti a radicarsi, un parassita chiamato Processionaria è riuscito a radicarsi sin troppo bene. Osservando la vegetazione mi è balzato all’occhio che ogni cespuglio presentava come dei batuffoli di seta bianca. Incuriosito dalla grandezza di questi batuffoli mi sono avvicinato ed ho constatato che erano nidi di Processionaria. Ovviamente è stato Google a soddisfare la mia curiosità, e Wikipedia ha provveduto immediatamente a farmi allontanare da questi nidi poiché tale insetto presenta una peluria che risulta particolarmente urticante per vari animali, compreso l'uomo. Appresa questa informazione ho ripreso a camminare lungo il sentiero battuto stando ben alla larga dai loro nidi. In ogni caso, il fascino di questi ruderi senz’altro è un esperienza che vi consiglio di fare soprattutto se siete perennemente alla ricerca di “buone foto” e “ben composte”.