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Parco degli Acquedotti, Roma – Tratto continuo di arcate dell'Acquedotto Claudio lungo il sentiero fra i pini domestici, mattina di primavera

Scatto
24/04
2026
Pubblicazione
13/07
2026
NIKON D810, 16.0-35.0 mm f/4.0 @ 56/10 1/2000, ISO 100
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Tratto in elevato dell'Acquedotto Claudio conservato all'interno del Parco degli Acquedotti, area verde di circa 240 ettari inclusa nel Parco Regionale dell'Appia Antica, nel V e VII Municipio di Roma. La struttura, avviata per iniziativa di Caligola nel 38 d.C. e inaugurata da Claudio il 1° agosto del 52 d.C., trasportava l'acqua delle sorgenti dell'alta valle dell'Aniene, nei pressi di Subiaco, fino al castello terminale di Porta Maggiore; il condotto misurava circa 69 chilometri, di cui una decina su sostruzioni e arcate nell'ultimo tratto suburbano. Le arcate visibili sono realizzate in opera quadrata di blocchi di tufo e peperino, con piedritti a sezione rettangolare e ghiere di conci disposti a raggiera; la fascia orizzontale continua che corre alla sommità corrisponde allo specus, il canale coperto in cui scorreva l'acqua, mentre in origine al di sopra correva il condotto dell'Aniene Nuovo, oggi in gran parte perduto in questo settore. Superfici lacunose e integrazioni in laterizio testimoniano i restauri di età flavia e gli interventi di consolidamento successivi. In secondo piano si sviluppa il filare di pini domestici che accompagna il sentiero sterrato del parco, elemento del paesaggio agrario e forestale dell'agro romano fissato in gran parte tra Otto e Novecento. Vista da terra, con luce laterale radente proveniente da est e ombre allungate sul prato: la ripresa è collocabile nella mattina, nella stagione primaverile, quando la copertura erbacea del pianoro raggiunge il massimo sviluppo.

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